domenica 18 giugno 2017

Sul baratro

Due sere fa mi è accaduta una cosa strana.
Erano da poco passate le 4:00 del mattino qundo mi sono svegliato. La stanza e la casa erano silenziosi, da sotto le tapparelle di poco alzate non giungevano suoni: il vicino luna park estivo era da tempo in silenzio, così come il cinema all'aperto. Nessun gruppo di ragazzi nottambuli s'attardava in chiacchiere e nessuna Harley Davidson. annunciava il suo arrivo con i tromboni della sua marmitta cromata. Gli uccellini riposavano, non era ancora arrivato il momento del loro canto mattutino.
Non m'ero quindi svegliato di soprassalto, ero sveglio ma estremamente tranquillo.
Non faceva caldo, almeno la pesante afa dei giorni precedenti s'era calmata e una piacevole brezza s'infilava sotto le tapparelle.
Alle volte mi capita di svegliarmi senza motivo, più spesso per andare in bagno.
Girato sul fianco destro attendevo.
Iniziò con un tremore, un tremore pulsante... come un terremoto e poi una contrazione, non feroce, ma sufficiente per sentirne le unghie affilate.
Qundo un muscolo è teso nello sforzo o quando lo sforzo è terminato tende a tremare: o per la prolungata contrazione o mentre si rilassa.
Il muscolo pettorale sinistro mi si contraeva a ondate, alcune anche intense.
Sono rimasto lì a studiarmi, senza alcuna preoccupazione.
Avevo nuotato la mattina, anche se erano passate almeno 12 ore, ed ero sceso molto sotto il mio tempo sulle 80 vasche a stile libero. Non riuscendo adeguatamente a spingere con le gambe, tendo a nuotare molto più di braccia/torace ed essendo mancino il pettorale sinistro lavora molto più del fratello (infatti la tetta sinistra è più pronunciata).
Il tremolio e le rare fitte continuavano ad ondate, ondate che studiavo per comprenderne la profondità, per capire se erano le avvisaglie di qualche cosa di preoccupante.
Un a contrazione in effetti mi aveva sorpreso per l'intensità, ma non sono a conoscenza di problemi cardiaci e ho accantonato quel dubbio.
La brezza continuava ad accarezzarmi, il tremolio si ridusse al punto di lasciarmi appisolare: alla mattina aprii gli occhi e mi toccai la tetta ancora indolenzita, il capezzolo, da sempre molto sensibile, turgido.
Domani a metà mattina sarò, come tutti i giorni feriali, in piscina: se non ci sarà traffico vedrò di nuotare con lo stesso impegno per vedere cos'accade.

mercoledì 14 giugno 2017

Parole al vento

Di certo non ci saremmo mai incontrati, se una volta fossi stato come sono ora.
Di certo nel vagare tra la rete non sarei potuto cadere nel tuo sguardo, non avrei mai potuto attrarre la tua curiosità.
Non scrivo più.
Ormai è un dato di fatto consolidato.
Le poche cose che scrivo non graffiano, non interessano, non sorprendono con qualche gioco pirotecnico finale.
Attualmente lascio che siano le foto a parlare di quello che provo, con qualche didascalia a corredo... un corredo stiracchiato, liso e dozzinale.
Me ne dispiaccio, come puoi immaginare... ma non sono in grado di invertire il corso degli eventi.
Qualche cosa s'è rotto, quando non lo so... ma s'è rotto. Ho provato a riaggiustare, ho provato a riconvertire, ho provato anche ad allenarmi, ma mi manca lo stimolo.
Vivo al sole, la notte dormo.
Sì, di certo non ci saremmo mai conosciuti e non avrei conosciuto tante persone speciali.
Chissà... là fuori ce ne saranno sicuramente altre, ma nel sole delle mie giornate non ho tempo di essere visibile e nelle notti il tempo scorre senza consapevolezza.
Ho intensificato le mie passioni, nel sole delle mie giornate e, di questo, sono molto soddisfatto.
Nella notte solo un'aspetto di me trova spazio per rinascere, ma raramente: la notte mi lascia poco spazio anche per quello.

venerdì 19 maggio 2017

Meglio

Non ci sono più bolle sul pavimento.
Da qualche giorno le bolle sono sparite.
Erano bolle piuttosto grandi e alcuni giorni sono anche state numerose.
Per fortuna erano morbidissime e, quindi, non correvo il rischio di inciamparvi. Stranamente le avevo solo in cucina, principalmente, mentre nella restante parta della casa, dove c'era il parquet, non si sono mai presentate. Credo fosse più che altro un motivo di venatura, che del materiale in sè...
In alcuni giorni era quasi imbarazzante, anche perchè non c'erano solo in casa, ma anche all'esterno.
Le prime volte mi bloccavo e ne tastavo la consistenza con il piede, più incuriosito che preoccupato... poi ci si abitua, sopratutto perchè erano completamente cedevoli.
Nei giorni scorsi avevo anche altri pensieri per la testa e quindi le bolle irreali che i miei occhi vedevano erano passate in secondo piano.
Ora non le vedo più.
Meglio.
Era divertente però vedere il marciapiede con queste protuberanze semisferiche, vedere qualche cosa che era completamente estraneo agli altri.
Chissà che imbarazzo, se fossi stato un tecnico comunale, andare a certificare l'avvenuta asfaltatura di una via...
Sparite loro... arrivato l'esito negativo del referto istologico... verificata la tumefazione surrenale come adenoma... posso continuare le mie attività outdoor.

sabato 6 maggio 2017

Fermo immagine

Cristallizzato, bloccato nell'atto di allungarmi e con la schiena arcuata in avanti per sfuggire alla presa non ancora giunta a ghermirmi. Le nostre mani sono tese, irrigidite anche nel natural motion, le sezioni ossee stese nello stridere dei legamenti al fine di guadagnare quei millimetri che possono determinare un differente futuro... ben presente quale nei deisideri miei e del mio inseguitore.
Un fermo immagine colorato dei fosfori del vecchio gioco, quel Pacman in cui mi sembra di vivere ultimamente, i fantasmini che mi inseguono non sempre visibili.
il fermo immagine mi coglie mentre cerco di afferrare la pallina che mi permetterà di rovoltarmi contro il fantasma inseguitore e mangiarmelo in un sol boccone, sconfiggendolo. Purtroppo la definizione non è delle migliori e quindi non è possibile determinare ora, calibro alla mano, se sono o meno in vantaggio su di lui e posso o meno raggiungere la palla e la salvezza: troppo pochi pixell, una misura esatta non è possibile... purtroppo.
Bisognerà attendere almeno tre settinane, ha detto l'urologa che mi ha operato, per avere l'esito della biopsia... e forse anche un mese: dipende dal carico di lavoro del laboratorio.
Un fermo immagine che non tremola.
A questo punto penso di essere nella situazione ottimale: nessuno ha vinto e nessuno a perso, non ci sono brutte notizie così come non ce ne sono di belle... e in questo fermo immagine altre novità non se ne possono aggiungere... almeno riguardo alla prostata!
Beh... almeno certe mie piacevoli inclinazioni hanno reso l'effettuazione dell'esame facilitata.

lunedì 1 maggio 2017

Una volta di giocava in piedi

Una volta sì... si giocava in piedi.
La maggiorparte dei giochi si fa in piedi, ma io mi riferisco ai giochi elettronici delle sale giochi e poi, lentamente arrivati nie bar per attrarre sempre più clienti... fino a far morire i tavoli verdi del biliardo.
No, non giocavo a biliardo o a carambola (boccette) come si diceva dalle mie parti. Ci ho giocato, ma non assiduamente... così come non ho giocato assiduamente ai giochi elettronici da farein piedi.
Etica?
No, mancanza di soldi.
Ricordo però bene quelle grandi scatole metalliche, alcune colorate vivacemente, altre rozzamente.
Ricordo ancora come ci si accalcava intorno al giocatore, stringendolo e cercando di riuscire a vedere lo schermo, spintonandosi e innervosendo il giocatore... che giocava i suoi soldi, mica giocava gratis!
Quelle poche volte che ho giocato ho sempre scelto il momento giusto, quando non c'erano altri giocani come me, o poco più, che venissero a fare da spettatori... giovani che poi sarebbero divenuti pensionati che andavano a osservare i lavori stradali: stesso atteggiamento, stesso scuotersi del capo, stessa convinzione di saper far meglio e più velocemente.
Packman e Space Invaders quelli che ricordo meglio.
Packman mi piaceva, come grafica e avevo in me l'assoluta convinzione dellaa sua semplicità, per cui era il mio preferito. Sì, ero un futuro pensionato (ora che sono diventato grande non ho nessuna certezza di poterlo diventare... 
Dopo averci speso soldi a sufficienza... non lo considerai più così facile e interruppi così anche al mia carriera di spettatore_futuro_pensionato: sapevo... sapevo di non essere capace e quindi me ne disinteressavo.
Space Invaders invece sì, quello mi piaceva e a quello riuscivo anche bene.
Non ci ho ami investito molti soldi, ma mi sono preso adeguate soddisfazioni.
Ora però mi tocca tornare a giocare a Packman.
Ricordate?
Il gioco è semplice: una griglia con tante strade lungo al quale sono disseminati punti, sotto forma di sfere, da "mangiare": finitie le sfere, finito quel livello. Purtroppo c'erano quattro "fantasmini" affamati di te che facevi Packman e ti inseguivano fortunatamente con poca coordinazione. Lungo i percorsi c'erano "premi" che se "mangiati" davano l'opportunità di rivoltarsi contro gli inseguitori, per un breve lasso di tempo, e "mangiarli" togliendoli dal gioco.
Ecco... io faccio Packman e lungo la mia strada incontro tanti punti di domanda da risolvere per poter andare avanti.
E' la vita, certo, ma ho alle mie costole alcuni "fantasmi" vecchi e nuovi che mi stringono d'appresso e solo se riesco ad arrivare i ntempo a risolvere i DUBBI posso rivolgermi contro di loro e sconfiggerli.
Non sempre ci riesco, alcune volte mi raggiungono e mi azzannano: lotto, mi divincolo, scalcio e taglio.
Per ora ce l'ho sempre fatta, anche se ho lasciato alcuni pezzi di me tra i rifiuti speciali...
Questo mese vedo all'orizzonte due DUBBI che lampeggiano: presto li avrò a tiro e me li papperò in un sol boccone, cosicchè potrò azzannare io i cattivi e tenerli lontani (tanto so di non poterli sconfiggere).
Da un punto di domanda all'altro, cercando di raggiungere un DUBBIO e poter scalciare ancora un po'.

sabato 22 aprile 2017

Carmen Consoli

Ho fatto molti errori nella mia vita, ho subito molti torti anche... ma se su questi ultimi posso confrontarmi con serenità, con gli errori faccio ancora fatica.
Forse è per questo che Carmen Consoli mi piace così tanto, perchè ha la capacità di ricordarmeli tutti, errori e torti.

https://youtu.be/TA3PKEhme4M


E come spesso mi accade ascoltandola... riesco a vedere i due lati della medaglia in una stessa canzone.
E' per questo che amo così tanto Carmen Consoli

giovedì 23 marzo 2017

Senza peli

E' bastato depilarsi... rimuovere i peli da tutto il corpo che il desiderio e la determinazione di vivere ancora una sera la mia parte femminile prendessero il sopravvento.
Abbandonati dubbi e rimorsi.
Cancellati video di altre come me.
Accantonato Bonprix con tutti i futuri acquisti.
Indossato tubino nero e tacco 12 e... via verso lui e le sue attenzioni maschili.
Ho trascorso una breve serata... ho lasciato che la mia parte femminile tornasse a vivere in attesa della prossima depilazione.