mercoledì 21 marzo 2018

La lama lenta sulla pelle

Nell'universo fantastico di Frank Herbert, Dune spicca per la sua seducente storia, per i suoi panorami desertici, per gli intrighi e violenze che si sono susseguite per il suo controllo, per la centralità di quel piccolo mondo produttore della spezia... la spezia che le gilde dei Navigatori e delle Bene Gesserith utilizzano per i loro scopi.
In quel mondo vive una razza fiera, libera e orgogliosa.
La casa degli Atreides, l'ultima casa nobile ad averne avuto il controllo, aveva realizzato uno schermo di forza personale che proteggeva i soldati e i guerrieri durante i combattimenti.
Uno schermo capace di resistere ai copi delle armi leggere e delle lame... ma che poteva essere violato da una lama lenta, da un colpo inferto con forza ma lentamente: un gesto letale che presupponeva un controllo assoluto del corpo e della mente: la paura doveva essere dominata per mantenere ferma la mano che lentamente violava l'impenetrabilità dello schermo.

Ci sono parole che sono come la lama lenta, frasi che vengono dette con noncuranza, per ridere anche, in un contesto leggero che mai si potrebbe considerare offensivo... frasi dette con convinzione e senza secondi fini, frasi spontanee, all'apparenza innocue.
Queste frasi, alle volte solo batture di spirito, contengono una lama lenta, che si adagia sulla pelle in vicinanza delle vene e rimane lì, dolcemente posata attivando il proprio sistema di camuffamento.
Molte volte sono quelle frasi che ci fanno ridere di botto, ma quando il riso si spegne lasciano un senso di disagio che non comprendiamo, che non si riesce a razionalizzare: cos'è accaduto? Quando è accaduto? Perchè mi sento a disagio ora?
E' la lama lenta che ha vilato la nostra attenzione e, veicolata da un Cavallo di Troia adeguato ai tempi e alla situazione, ci ha raggiunti, mortalmente pronta a colpire.
Chi sferra il colpo con la lama lenta spesso non se ne rende conto e sono le lame più letali, perchè copiscono di rimbalzo anche che ha sferrato il colpo.
Come dicevo quelle parole affilate in un primo momento si posano leggere senza far danno, si posano dove siamo sensibili, dove siamo più scoperti.
Essendo frasi spontanee, il più delle volte, ricapita che vengano dette, che il colpo lento venga nuovamente sferato... per cui la lama deve solo affondare un poco, avendo già superato le nostre difese. Come un cancro che si riproduce inizialmente senza essere notato, la pelle si lacera superficialmente, il sangue pronto a scorrere... perchè prima o poi il sangue scorre, l'essere stati violati e colpiti diventa manifesto.
Perchè?
Quando?
Domande senza risposta, l'opera di camuffamento rende impossibile saperlo.

Le parole possono nascondere lame lente, per questo le doso con parsimonia... e per questo so riconoscerle quando si posano leggere sulla mia pelle.
Loro credono di camuffarsi a dovere, io ne vedo la loro genesi.

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