venerdì 11 maggio 2018

Ritrovarsi ogni giorno

Il mio equilibrio è solido... o almeno così mi sembra.
Passare dalla mia parte femminile a quella maschile non è mai stato un problema serio, così come passare dalla mia parte maschile a quella femminile: sono ben conscio dell'esistenza di questi due ME, di quello che essi rappresentano, dello spazio vitale che necessitano, di quanto nell'ombra o nella luce esse possano muoversi.
Tolto il tempo necessario al transito, voltar pagina mi è sempre stato congeniale e naturale: niente ansie, niente brutti sogni (e chi sogna!), nessu rimorso.
Le mie due parti, che non sono due metà esatte, sanno vivere il loro tempo quando serve: l'attesa è la naturale diemnsione di quella femminile, l'azione di quella maschile.
Da un pò di tempo mi è difficile transitare, preparare la rinascita della parte femminile, che chiameremo F, per ovvie ragioni.
M, la parte maschile, pensa molto a F: organizza il suo tempo futuro, ne immagina i movimenti, curiosa tra il suo mondo... ma poi oppone una colpevole indolenza impedendone la rinascita, ostacolandone la preparazione, disorganizzandole le opportunità.
Transitare da F a M invece è semplice: tic tac, tic tac... il tempo scorre e bisogna ritornare nell'ombra alla svelta, in modo ordinato e sicuro.
Forse dentro di me ci sono tensioni in atto che io, M+F, non ho ancora notato, poichè si tengono lontano dalla mia coscienza e vista.
Al mattino però mi sveglio sempre conscio di chi sono.

3 commenti:

  1. Io ti penso più come M, con te come F ho più difficoltà, ma forse sbaglio.

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  2. Quando si conosce un lato comprendo sia difficile immaginare l'esistenza del suo opposto.
    Ho avuto la fortuna di avere un'amica che ha saputo apprezzarli tutti e due.

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  3. Sei una persona allegra e sincera: credo non avresti problemi con nessuna delle mie consonanti...

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